mercoledì 6 marzo 2019


La satira, credi, non è una chimera
è solo lo specchio di una cosa vera
riscritta alla luce di un caleidoscopio
di frasi e figure che vedo e ricopio,
mettendoci cuore, lavoro, entusiasmo
un po’ di umorismo e parecchio sarcasmo.
Or dunque, all’inizio decido un soggetto
lo studio un pochino e poi mi ci metto:
per fare una sapida caricatura
è d’uopo accentuarne la vera natura
ma state tranquilli, l’intento più puro
non è certo offender qualcuno, lo giuro.
Lo scherno, se è anonimo, è giusto non piaccia…
e proprio per questo ci metto la faccia
(d’altronde a mio nome lo scherzo è palese,
lassù in Camollia ne han fatto le spese),
e quando son gli altri il bersaglio da usare
non si è mai sentito qualcun protestare.
Ma quando si prende a grattar certe rogne
chi prima rideva… si perde in rampogne!
E’ vero, talvolta qualcuno si offende
o per meglio dire un po’ se la prende.
Però chi possiede del discernimento
fa finta di niente ed aspetta il momento:
ingozza e sorride, ché piaccia o non piaccia,
non sempre può rendersi pan per focaccia.
E per mantener dignità ed eleganza
di certo non cede alla trista lagnanza.
Figurati poi se propone censura…
è solo una via per far brutta figura
(inoltre è evidente, chi si agita e raglia
di certo nasconde la “coda di paglia”).
Al gioco o si sceglie un onesto abbandono
oppur ci si ingegna a rispondere a tono:
soltanto chi è un vero coglion si deprime…  
chi ha testa potrà replicar per le rime!!!

martedì 26 febbraio 2019


Io penso questo:
(sarò immodesto) 
ma in versi o in prosa
se c’è una cosa
che non si svia
è l’ironia: 
non c’è censura
che faccia cura
…trova una falla
e torna a galla!
Pensa Boccaccio,
da toscanaccio:
a duchi e conti
faceva sconti?
No, li sfotteva
E ci rideva!
E a Siena, ecco,
l’ha fatto Cecco, 
senza curarsi 
di accomodarsi
coi signoroni,
ma di ceffoni
li facea stretti
coi suoi sonetti!
E il grande Ariosto?
si fece posto
con la sua arte.
Satire a parte
ha scritto rime,
degno “mangime”
per l’intelletto
di chi lo ha letto.
Pulci lo stesso
ci si era messo…
ma poi l’han fatto
passar per matto.
Per tutti i gusti
ne ha scritte Giusti.
Poi fu Collodi
tra viti e chiodi,
a fare crocchio
col suo Pinocchio:
un burattino 
che, era destino,
mettesse in mostra
tutta la nostra
storia di affetti,
virtù e difetti!
E poi, ribussa,
ecco Trilussa
mettere in scena 
tutta un’arena
di storie arcane
bestiali e umane.
E ancora avanti
scritti brillanti,
sarcasmo fino…
pensa a Calvino
coi suoi “antenati”
lì, squadernati,
non per mostrare
solo le tare,
ma suppergiù
vizi e virtù
della realtà: 
la società!
Scrittori rari
come Rodari,
autori “freschi”
come Guareschi.
Credi, davvero,
ce n’è un intero
abbecedario:
lo straordinario
è che il gran lusso
di questo flusso,
questa gran vena,
è ancora in piena
perché decide 
sempre chi ride,
e a chi ci “sforma”
-secondo norma-
certo gli tocca
batter la bocca!
Diga non chiude, 
sforza, delude,
fa da grancassa
…e l’acqua passa!

venerdì 4 gennaio 2019


BEFANA 2019

...e in Camollia, anche in questa occasione
solo purganti e un bel po' di carbone!!!


Sapevo di un galletto prepotente
a cui piaceva manovrar la gente.
Di sedie, di sgabelli e di poltrone
faceva volentieri collezione
ma si schermiva sempre, poveretto,
dicendo che l'avevano costretto.
Condiva tutte le sue esternazioni
con colpi bassi e con macchinazioni
per provocar, manco fosse un lavoro,
lo spollinio dei polli tra di loro.
"Divide et impera" era il suo triste motto
di chi piscia dal trespolo di sotto
perché ai giannizzeri vuol dimostrare
che chi sta sopra fa come gli pare.
Usava dispensar conversazione
soltanto a pochi eletti per stagione...
con gli altri, ostentando sicurezza,
si produceva in perle di saggezza!
Era furbissimo, novello Machiavelli,
ma col passar del tempo e dei capelli,
mentre gli altri suonavan tutti in coro
si ritrovò a cantarsela da solo
...perchè alla fine tutti, nel pollaio,
finirono per capir che era un troiaio!!!


martedì 1 gennaio 2019

Il Genio dei Senesi...


DI MERLI E GABBIANI, CIVETTE E FAGIANI
SON PIENE LE CARTE SUDATE DELL’ARTE
E I VATI PIU’ ILLUSTRI, TRA BOSSI, LIGUSTRI,
VIUZZE E CIGLIONI DAI GIALLI LIMONI,
HAN POSTO A SUGGELLI GAZZARRE DI UCCELLI.
TRA IL SOGNO SEGRETO DEI CORVI DI ORVIETO
E QUEI SOLITARI DEI PASSERI RARI
CHE SPICCANO IL VOLO, C’E’ PURE L’ASSIUOLO
CHE PER SOPRAPPIU’ FISCHIETTA CHIU’.
COSI’ OGNI CASTELLO, VILLAGGIO O PAESELLO
DI CASE E RICETTI CHE PUR SI RISPETTI
TRA I PROPRI ATTRIBUTI FA LARGO AI PENNUTI;
CHI ERGE A BLASONE L’ANTICO FALCONE,
CHI UN’AQUILA ALTERA DI GLORIA FORIERA,
PERSINO UN GALLETTO OTTIENE IL RISPETTO
DELL’ASTORE E IL NIBBIO, TRA IL SOLE E IL SINIBBIO,
PURCHE’ SIA COPIOSO DI UN FARE ALTEZZOSO
E SFOGGI MANIERE CURIOSE E PUR FIERE,
ESOTICHE E STRANE QUAL STRUZZI E POIANE
MA SEMPRE E SOLTANTO “AUGELLI DI VANTO”,
CHE FAN DI BELLEZZA, POTENZA E FIEREZZA,
COL POPOLO ACCORTO REAL PASSAPORTO…
DAVVERO UNO STRAZIO! C’E’ APPENA LO SPAZIO
PER TRARCI D’IMPACCIO CON QUALCHE UCCELLACCIO
CHE PROVI A ESSER VERO - NE’ BELLO NE’ FIERO - 
TROVANDO OCCASIONE DI TRAR GUIDERDONE
-SIAN EURO O SESTERZI- DALL’ESSER DIVERSI.
OR DUNQUE AI SENESI CONVIENE LA TESI
DI FARSENE IN BARBA A QUEL CHE ‘UN GLI GARBA!
QUESTO È L’ARGOMENTO DEL RAGIONAMENTO:
MA QUALI RAPACI, PENNUTI FERACI,
UPUPE E PAVONI …SON MEGLIO I PICCIONI
CHE SOLCANO IL CIELO SQUARCIANDO QUEL VELO
DI TAFFETÀ AZZURRO, TRA IL TUONO E IL SUSSURRO,
NEL COLPO PERFETTO DEL BUON MORTARETTO.
PICCIONI VERACI, UCCELLI SALACI,
DI QUEI CHE SI ARRANGIAN ALL’OBRA DEL MANGIA
E STAN TRA I TURISTI DA PROTAGONISTI.
DEI VERI RIBELLI, CHE NON SARAN BELLI,
PERÒ FA PIACERE TORNARLI A VEDERE
RISPONDERE AL “LAMPO” GIRANDO SUL CAMPO.
E QUANTO A VOIALTRI, AVIOFILI SCALTRI,
TENETEVI PURE LE RICCHE BORDURE 
DEI FALSI PIUMAGGI. DA NOI I PERSONAGGI
DI CARTA VELINA, DA SERA A MATTINA
HAN RETTO ABBASTANZA …NON HANNO SPERANZA
PERCHÉ QUEL CHE È FINTO SCOMPARE D’ISTINTO:
PER VIVERE UN SOGNO QUA NON C’È BISOGNO
DI CHI FA “LA RUOTA”, PERCHÉ È COSA NOTA
CHE L’ARIA DI SIENA DA SOLA SCATENA
L’ISTINTO SICURO DEL GENIO PIÙ PURO
E DI UN GHIRIGORO... FA UN CAPOLAVORO!

lunedì 31 dicembre 2018




Datti pace, porcospino,
se ci pensi un attimino
in quest’anno micidiale
non ti è andata neanche male.
Che cos’è questa tristezza?
Prendi consapevolezza
che il giocattolo si è rotto:
già rispetto ad un cappotto
per te sono giorni lieti…
sarà il caso che ti acquieti.
L’umor nero è inopportuno,
-se n’è vinto solo uno-
e con questi chiar di luna
puoi parlare di fortuna!
Per di più, niente di strano,
hai rivinto il Masgalano.
Fortunato per davvero,
anzi puoi mettere un cero
ché se dura questo spago
non ti resta un altro svago:
è iniziato il contrappasso
e tra un volo ed un Salasso
non si sa cosa ti aspetta,
quindi senti, dammi retta,
certo, un so’ giorni speciali
da far fuochi artificiali 
ma per due sobri petardi
           non sarà mai troppo tardi,          
e speriam che il diciannove
dia soddisfazioni nuove:
un’annata con il botto…
come il sedici e il diciotto!!!
2018
un'ottima annata

sabato 29 dicembre 2018


Come si fa a far prendere il volo
ai trigliceridi e al colesterolo?
Dopo un’estate di nuoto e pesce azzurro
(un filo d’olio, sia maledetto il burro)
è tempo di carote e altra verdura,
giusto per preservar l’abbronzatura.
Se ti trascini e corri un po’ tutte le sere
(che di sicuro non è un bel vedere)
magari ce la fai a recuperare
quell’etto o due che hai risparmiato al mare.
E mentre il tristo autunno avanza lento
con qualche strappo al tuo “regolamento”
(uno stracotto, un fritto, un bel porcino
ed il conforto di un buon gotto di vino)
controlli gli sviluppi della pancia
con l’occhio sempre teso alla bilancia.
Ipocaloriche serate meste
poi tutt’a un tratto… arrivano le feste!
Ecco, si parte coi pranzi tra colleghi:
sei ancora in piena forma e te ne freghi
se in un sol giorno stappi le bottiglie
che occorrono in un anno a tre famiglie,
e non è tanto il bere, ma il ribere
che ti fa barcollar col tuo bicchiere,
la sete è brutta e l’acqua è pei perversi
…non resta altro da fare che sedersi.
E’ risaputo che a noi duri e puri
non ci spaventano le cene degli auguri,
orge infinite di gran fritti e arrosti
di cui vedere il fondo a tutti i costi,
come preparazione e allenamento
al grande agone, il duplice momento
laddove non è ammesso alcun avanzo…
la cena di Natale e a ruota il pranzo!
A questo punto stai accusando il colpo
ti resta peso l’astice e anche il polpo.
Ecco il reflusso, lo stomaco ti rode,
il malox è il tuo angelo custode, 
e quando accusi il più lieve languore
provvedi con un gastroprotettore.
Dormi e ti rotoli tra l’aspre doglie
con l’incubo di un altro millefoglie,
sogni una triste, verde insalatina
ma anche nel sogno sai che domattina
al tuo risveglio, splendida giornata,
perfetta per l’ennesima abbuffata,
ti aspetta un altro pranzo luculliano…
ti sei lasciato prendere la mano,
da qui a Befana non c’è niente da fare
puoi solo continuare a macinare…
e in un tripudio di noci e fichisecchi
quando anche il vino ti strabocca dall’orecchi
ben incurante dell’umore tetro
e dei fiammeggiamenti del didietro,
continui ad inghebbiare senza affanno 
fino all’apoteosi: Capodanno!
Lasciamo perdere il menu assortito
da lasciar steso un bue morto stecchito,
e gli immancabil Chianti ed Amarone
Barolo ed altri vini da cenone,
e dopo i ricchi ed abbondanti vini  
grappe, rosoli, liquori e sciampagnini.
Condisci il tutto con i classiconi
(pandori, pastarelle e panettoni).
Poi, se sei nato a Siena, buonasorte,
ci sono i cavallucci ed il panforte
ci sono i ricciarelli e le copate
prelibatezze che vanno mangiate,
gli ossi di morto e per finire, ecco,
uno stiantino di torta di Cecco.
E poi, dirò una cosa assai scontata,
ma non si può finire un’abbuffata
che sia degna di nota e meni vanto
senza due cantuccini col vinsanto!
Così tutto dicembre, e anche a gennaio
continui ad ingozzare ogni troiaio
che la fortuna e il tempo un poco matto
ti fanno ritrovare dentro al piatto!
E sono paperi, coniglioli, capponi
nane, fringuelli, cignali e capitoni,
chi porta ‘nduja dalla calabra Spilinga
chi coi cannoli e le cassate ti lusinga
e avanti e ancora su, senza paura
(altro che Cracco, altro che Bottura)
i piatti degli chef sono molestie…
noi scofaniamo come delle bestie!
Ora, ci sta che al fin ti senta un po’ pesante,
gadollo e zeppo come un elefante,
però, se anche quest’anno sei sopravvissuto
se dopo aver mangiato con l’imbuto
riesci a deambular, sei fortunato
e se somigli più ad un mallegato
ovver buristo, non te la pigliare
volesti bicicletta… pedalare!!!

giovedì 27 dicembre 2018


Chi c’ha la villa, lo yacht e la Ferrari
l’aereo, due cavalli e l’Iphone dieci
per l’ultimo dell’anno fa il safari
e una crociera lungo i lidi greci, 

per fare il ganzo speluzzica il caviale
e schifa un bel ciaccino col prosciutto 
poi non sa più che chiedere a Natale
perché gli pare d’avè bell’e tutto!

Noi siam più da battaglia, e nondimeno,
se ci toccasse rinuncià a qualcosa,
ci si diverte con parecchio meno
e un c’è da falla più palloccolosa

perché a telefonà un serve la marca
la villa un so nemmeno com’è fatta
un c’ho lo yacht, ma vado spesso in barca
...e indubbiamente c’ho una bella gatta!!!