mercoledì 4 gennaio 2017

Ecco un buon manicaretto
degno del più gran banchetto
proprio adatto a celebrare
l'anno che va a incominciare
(con l'augurio impertinente
che sia come il precedente).
Questa dunque è la ricetta
per un istrice in porchetta:
cerca in mezzo a quella gente
presuntuosa e prepotente
finchè trovi un esemplare 
che sia buono da mangiare,
un villano un po' gradasso
grosso e duro come un sasso.
Per un paio di stagioni
lo addolcisci a scapaccioni,
poi - quand'è bello frollato
pronto ad esser cucinato -
sali e pepi quanto basta
e lo butti con la pasta.
Aggiustato in questo modo
lo fai cuocer nel suo brodo;
fai lessar tutto l'intruglio
dall'inizio a fine luglio,
poi lo scoli a metà agosto
e lo metti a fare arrosto.
Lo puoi toglier ben grigliato
cotto "all'ultimo casato"
e guarnirlo sopra e sotto
doppio, in salsa di cappotto.
Ecco, puoi servirlo a gloria
celebrando una vittoria
anzi due, caro il mio cuoco,
una sola ...è troppo poco!!!


giovedì 29 dicembre 2016




"Hai voglia a dire che odi l'inverno
e che quest'anno il Natale è un inferno...
no perchè invece era ganzo d'estate
purghe e giornali su spiagge assolate.
Neve d'agosto, sudori a gennaio
sei impelagato in un bel ginepraio
qui l'ingranaggio del tempo s'è rotto:
vincono a luglio e poi fanno cappotto
...dai retta, nodo, la vera questione
è che l'hai in tasca per ogni stagione!!!"

martedì 27 dicembre 2016

Curiosità Zoologiche: il Porco Spino


Ma che è? Chi l’ha mai visto
uno sgorbio così tristo?
Già il porcello, di per sé
non è poi questo granché,
ma un porcello con gli spini
fa paura anche ai bambini,
tutto ispido e accigliato
lezzo, unto e ripurgato.
Una bestia così brutta,
un po’ vieta, a dirla tutta,
anche a naso non si strozza
senza spazzola e tinozza.
PorcoSpino, dammi retta:
acqua calda e saponetta,
diaccia no, per carità
sennò poi come si fa?
Con la zizzola nefasta
Il pigiama non ti basta
e il cappotto, per quest’anno
…se n’è andato, 'un te lo danno!!!

martedì 20 dicembre 2016

Se un giorno d'inverno
s'accende la vampa
che tuona e che lampa
e pare un inferno,
     perchè non uscire
     dal tristo ridotto
     di chi resta chiotto
     magari a dormire?
Non è mica detto
che sotto all'ombrello
ci sia meno bello
che sotto ad un tetto...
     L'ombrello che sboccia
     dal nero al bluastro
     e salva un disastro
     di schizzi e di doccia,
nasconde un cantuccio
un luogo incantato
un mondo isolato
protetto e calduccio
     L'ombrello, di certo,
     non chiude la festa  
     ma almeno la testa
     la tiene al coperto
e poi sul più bello
(non parerà tutto)
ma tiene più asciutto
del magro cappello,
      così ti consente
      di andartene a spasso
      se il cielo gradasso
      fa l'impertinente.
E giù nel Lupone?
il piatto è più ghiotto:
ombrello e cappotto...
che bella stagione!!!



 

mercoledì 2 novembre 2016

Barbareschi






Siena, il Palio, i suoi rioni
guazzabuglio magistrale
di misteri e di passioni
cotte in salsa medievale.

Così dentro ogni Contrada
chiassi, vicoli e palazzi…
riconoscere la strada
non è un gioco da ragazzi!

Tra percorsi sempre nuovi
mille voci e mille volti
per ognuno che ritrovi
te ne lasci indietro molti.

Quando in pochi, quando in tanti
sempre in buona compagnia
l’importante è andare avanti
per non perdere la via.

Perché questo labirinto
patrimonio dell’Unesco
è più assurdo di un dipinto.
Ma chi ha fatto il barbaresco

sa che col cavallo in mano
e la piazza sullo sfondo
sei da solo, sembra strano,
…ma ti segue tutto il mondo!